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esce "Passaggi Circolari" del violinista Stefano Zeni
all about jazz edizione del 19-09-2011
E' disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e negli altri digital store, “PASSAGGI CIRCOLARI” (YVP MUSIC), il nuovo disco del violinista e compositore STEFANO ZENI. Insieme a lui nel disco suonano Guido Bombardieri (sax), Antonio Prencipe (piano), Davide Dejana (basso), Joe Damiani (batteria) e Maurizio Giannone (percussioni). Partecipano, inoltre, come ospiti Ellade Bandini (batteria), Mario Arcari (oboe), Eros Cristiani (fender rhodes & synth), Diego Maggi (fender rhodes & synth) e Massimo Zeni (sequencer ed effetti elettronici).
Il disco “PASSAGGI CIRCOLARI”, ideato e arrangiato da STEFANO ZENI, raccoglie undici tracce strumentali i cui temi sono strutturati su ritmi dispari, cicli ritmici e contrappunti melodici, un mondo sonoro molto vicino a quello di Jean Luc-Ponty, Pat Metheny e il jazz-rock italiano.
“Sia umanamente che musicalmente questo album è frutto di incontri, ascolti, passioni e riflessioni che hanno segnato la mia vita sino a oggi. L’esistenza è nel suo complesso punteggiata da una miriade di passaggi che conducono da una fase all’altra attraverso essa; questi passaggi possono essere lineari o circolari. La circolarità della vita, della storia, dell’universo e della musica guarda al futuro non dimenticando mai le proprie origini.
Mi piace pensare di abbattere le barriere tra i generi musicali miscelando semplici melodie con la spontanea freschezza dell’improvvisazione jazz, la raffinatezza ritmica della fusion e il calore della world music.”
Il disco è prodotto dall’etichetta tedesca YVP MUSIC, mentre la produzione artistica e gli arrangiamenti sono a cura di STEFANO ZENI. L’intero album è stato registrato presso BLUEFEMME STEREOREC di Montirone (Bs), mixato e masterizzato da Marco Franzoni, l’artwork è firmato Dharma Ferrari mentre le fotografie sono di Andrea Leoni.
Nato a Milano il 30 dicembre 1974, STEFANO ZENI si diploma in violino presso il conservatorio di Trento nel 1997 guidato da Elena Laffranchi. Nell’estate del 1999 frequenta i seminari senesi di musica jazz con Bruno Tommaso e Gianluigi Trovesi. Nel 2004 si diploma in musica Jazz presso il conservatorio di Brescia sotto la guida di Corrado Guarino.
Musicista, compositore e arrangiatore, si esibisce in diverse formazioni di musica moderna, jazz, fusion, etnica, cantautorale, classica e folk. Negli anni ha suonato a fianco di numerosi musicisti, tra i quali Sandro Gibellini, Pier Michelatti, Fulvio Sigurtà, Mauro “Otto” Ottolini, Roberto Bonati, Roberto Dani, Beppe Caruso, Kyle Gregory, Giulio Visibelli e Riccardo Tesi. STEFANO ZENI, inoltre, volge il suo interesse ad altri strumenti, imparando a suonare anche la viola, il bouzouki, il mandolino e il dijdgeridoo.
Attualmente collabora con Ellade Bandini, Mario Arcari, Giorgio Cordini, Eros Cristiani, Antonio Prencipe, Guido Bombardieri, Vincenzo “Titti” Castrini, la Compagnia della Vocata, Corimè, Isaia & L’Orchestra di Radio Clochard. STEFANO ZENI ha composto, registrato e rappresentato, con la flautista Angela Citterio, la commedia musicale “La Piana delle Anguane” su testo di Raffaella Benetti.Polistrumentista, oltre al violino suona la viola, il bouzouki, il mandolino, il dijdgeridoo ed altri strumenti a corda, tasti e fiato.
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«il pop lo lascio agli altri, a me piace di più pensare da musicista»
cronaca qui (MI) edizione del 15-09-2011
Ritmi dispari, cicli ritmici, contrappunti melodici. Mica così, tanto per suonare. "Passaggi circolari" (esce oggi su etichetta YVP Music, opera prima del violinista e compositore Stefano Zenì - milanese, classe '74 - raccoglie undici tracce strumentali i cui temi rievocano un percorso sonoro importante, con chiari riferimenti stilistici al mondo di Jean-Luc Ponty, Mauro Pagani e degli Area. Uno scrigno prezioso in cui l'artista ha scelto di racchiudere, dopo una pignola e attenta scrematura, i propri inediti .
Quasi due anni di lavoro. Com'è nata l'idea di questo cd e cosa intende per "passaggio circolare"?
«Si parla di retta via o di chi ragiona in modo lineare: io preferisco il mondo circolare e la circolarità della vita, della storia, dell'universo e della musica. Guardare al futuro non dimenticando mai le proprie origini».
Non ha mai pensato di barattare tanta tenacia con un successo più immediato, e di seguire la via del pop?
“No. Il successo fa gola a tutti, ma io preferisco ancora ragionare da musicista. Se fossi un autore firmerei con piacere pezzi per altri, ma mettendoci la faccia preferisco realizzare progetti più di nicchia e sentirmi sempre me stesso”.
Papà la lasciava strimpellare già a tre anni la sua tastiera. Ricorda il primo amore musicale?
“Fabrizio De André. Oggi mi sento un privilegiato a lavorare con il grande musicista Ellade Bandini, che per tanti anni ha suonato al suo fianco”.
Ci sarà in un prossimo futuro un disco non solo strumentale?
“Non credo, la voce, la uso ma solo per accompagnare con dei vocalizzi i miei pezzi. Non mi sento il Branduardi della situazione, anche se lo stimo e ci accomunano i tanti ... Capelli”.
Non solo violino,ma anche Dìjdgeridoo:come è avvenuto l'approccio con questo strumento?
“Avevo letto in un libro sull'Australia che per gli aborigeni è uno strumento sacro. Cinque anni fa mi è stato regalato (un metro e mezzo di strumento) e in soli quattro giorni ho imparato la tecnica della respirazione circolare. Volevo suonarlo in questo disco, ma non c'è stata occasione. Sarà per il prossimo”.
Dove potremo ascoItarla dal vivo?
."Il 15 ottobre al Teatro Centro Lucia di Botticino, il 27 allo Spazio Musica di Pavia, accompagnato dalla formazione al completo e il10 novembre in trio a La Brace di Rovereto. Spero si aggiungeranno presto nuove tappe”.
"Passaggi circolari" è stato registrato presso il Bluefemme Stereorec di Montirone insieme ai musicisti Guido Bombardieri al sax, Antonio Prencipe al pianoforte, Davide Dejana al basso, Joe Damiani alla batleria e percussioni e Maurizio Giannone alle percussioni. Special guests del progetto diversi nomi illustri, tra cui spiccano il già citato Bandini e Mario Arcari. Per conoscere meglio il mondo di questo giovane polistrumentista, basta sfogliare il sito www.stefanozeni.com. (Sonja Annibaldi)
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Zeni Stefano e la voce fusion del violino
il giornale di brescia edizione del 15-09-2011
Esce oggi «Passaggi circolari», primo disco solista dell'uomo con l' archetto
• Suonare ... sotto padrone può regalare grandi soddisfazioni. Non c'è che dire. Ma vuoi mettere a essere il boss, il leader della banda? Stefano Zeni lo ha fatto. Ha smesso i panni del sìdeman per regalarsi «Passaggi circolari», suo esordio discografico da oggi disponlbile in negozi, digital store e su ITunes. «Un disco - spiega il violinista - in cui ho messo a frutto anni di lavoro e dl scrittura musicale, facendornl guidare da molte influenze e senza mettere un freno alla creatività», il cd, prodotto dalla tedesca «Yvp Music», profuma dì jazz rock e world music, avvicinando Zeni a mondi popolati da giganti quali Weather Report, Chìck Corea o Pat Metheny, "C'è sicuramente un approccio jazzistico - conferma Stefano -, anche perché, pur lavorando su brani ben strutturati, ho detto al musicisti che mi hanno accompagnato dì esprimersi liberamente, specie negli assoli. II risultato è davvero buono». Tra gli ospiti di “Passaggi Circolari” Ellade Bandini, Guido Bombardieri e il «nostro» Joe Damiani. Del resto Zenl è qualcosa più di un bresciano d'adozione. «Qui ho trovato un terreno musicalmente molto fertile: infatti ho registrato il cd al Bluefemme Stereorec di Montirone». Protagonista domenica alle X giornate, Zeni presenterà il cd il prossimo 15 ottobre al teatro Centro Lucia dì Botticino. «Ci saranno parecchi dei rnusicisti presenti nel cd: sarà uno spettacolo da non perdere».(ramp)
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STEFANO ZENI - PASSAGGI CIRCOLARI - premiera już w czwartek
www.blogbox.com.pl - jazz gazeta edizione del 14-09-2011
A partire dal 15 settembre sarà disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e negli altri digital store, “PASSAGGI CIRCOLARI” (YVP MUSIC), il nuovo disco del violinista e compositore STEFANO ZENI. Insieme a lui nel disco suonano Guido Bombardieri (sax), Antonio Prencipe (piano), Davide Dejana (basso), Joe Damiani (batteria e percussione) e Maurizio Giannone (percussioni). Partecipano, inoltre, come ospiti Ellade Bandini (batteria), Mario Arcari (oboe), Eros Cristiani (fender rhodes & synth), Diego Maggi (fender rhodes & synth) e Massimo Zeni (sequencer ed effetti elettronici).
Il disco “PASSAGGI CIRCOLARI”, ideato e arrangiato da STEFANO ZENI, raccoglie undici tracce strumentali i cui temi sono strutturati su ritmi dispari, cicli ritmici e contrappunti melodici, un mondo sonoro molto vicino a quello di Jean Luc-Ponty, Mauro Pagani, Pat Metheny e gli Area.
“Sia umanamente che musicalmente questo album è frutto di incontri, ascolti, passioni e riflessioni che hanno segnato la mia vita sino a oggi. L’esistenza è nel suo complesso punteggiata da una miriade di passaggi che conducono da una fase all’altra attraverso essa; questi passaggi possono essere lineari o circolari. La circolarità della vita, della storia, dell’universo e della musica guarda al futuro non dimenticando mai le proprie origini.
Mi piace pensare di abbattere le barriere tra i generi musicali miscelando semplici melodie con la spontanea freschezza dell’improvvisazione jazz, la raffinatezza ritmica della fusion e il calore della world music.”
Il disco è prodotto dall’etichetta tedesca YVP MUSIC, mentre la produzione artistica e gli arrangiamenti sono a cura di STEFANO ZENI. L’intero album è stato registrato presso BLUEFEMME STEREOREC di Montirone (Bs), mixato e masterizzato da Marco Franzoni, l’artwork è firmato Dharma Ferrari mentre le fotografie sono di Andrea Leoni.
Nato a Milano il 30 dicembre 1974, STEFANO ZENI si diploma in violino presso il conservatorio di Trento nel 1997 guidato da Elena Laffranchi. Nell’estate del 1999 frequenta i seminari senesi di musica jazz con Bruno Tommaso e Gianluigi Trovesi. Nel 2004 si diploma in musica Jazz presso il conservatorio di Brescia sotto la guida di Corrado Guarino.
Musicista, compositore e arrangiatore, si esibisce in diverse formazioni di musica moderna, jazz, fusion, etnica, cantautorale, classica e folk. Negli anni ha suonato a fianco di numerosi musicisti, tra i quali Sandro Gibellini, Pier Michelatti, Fulvio Sigurtà, Mauro “Otto” Ottolini, Roberto Bonati, Roberto Dani, Beppe Caruso, Kyle Gregory, Giulio Visibelli e Riccardo Tesi. STEFANO ZENI, inoltre, volge il suo interesse ad altri strumenti, imparando a suonare anche la viola, il bouzouki, il mandolino e il dijdgeridoo.
Attualmente collabora con Ellade Bandini, Mario Arcari, Giorgio Cordini, Eros Cristiani, Antonio Prencipe, Guido Bombardieri, Vincenzo “Titti” Castrini, la Compagnia della Vocata, Corimè, Isaia & L’Orchestra di Radio Clochard. STEFANO ZENI ha composto, registrato e rappresentato, con la flautista Angela Citterio, la commedia musicale “La Piana delle Anguane” su testo di Raffaella Benetti.
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segnalazioni discografiche: isaia & l'orchestra di radio clochard - lo spacciatore di serenate
AdORECCHIO edizione del 01-04-2011
L’Isaia titolare dell’intestazione altri non è che il cantautore bresciano Isaia Mori, ben noto ai frequentatori di locali e ribalte locali soprattutto per il suo progetto Nunc bibendum est, band che ha animato la verace scena ska sino ad una decina di anni fa. Al suo nuovo progetto datato 2009 – questa Orchestra di RadioClochard – partecipano Stafano Caprini, alla fisarmonica, Giovanni Scalvini, al basso, Antonio D’Alessandro, al banjo, Gabrieli Mitelli, alla tromba e Paolo Rodriguez Decca, alle percussioni. La passione per lo ska ancora risuona nelle corde del cantautore, ma più come spirito di fondo, un combustibile che brucia nella caldaia, ma (ri)mescolato a nuovi additivi che conducono la locomotiva musicale a sferragliare lungo un immaginario folk-rock. In questo Spacciatore di serenate si scontrano-incontrano spunti da ogni dove, influenze balcaniche e country, echi di Mercanti di liquori e Modena city ramblers, valzer e milonghe, ben “spacciate” anche dai numerosi ospiti, da Andrea Casarotto a Giorgio Signorile, da Flaminio Valseriati a Carlo Poddighe, con una particolare menzione di merito per il violino di Stefano Zeni. (Luigi Radassao)
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due super live per isaia mori e l'orchestra di radio clochard
bresciadomani.net edizione del 12-03-2011
Nuovi appuntamenti per una settimana all’insegna della musica dal vivo che vedrà esibirsi Isaia Mori e l’Orchestra di Radio Clochard con il loro straordinario sound. Si comincia domenica 13 marzo con un concerto presso lo storico locale bresciano “Seconda classe” alle 23,30. Si continua l’happening musicale mercoledì 16 con un altra sessione, questa volta per celebrare la “Notte tricolore” in programma al Teatro Centro Lucia in via Longhetta a Botticino Sera (Brescia) nel’ambito della manifestazione che dalle 19.00 in poi è chiamata a celebrare i 150 anni dell’unità di Italia. Per entrambi i concerti, special guest lo straordinario violinista Stefano Zeni, milanese di nascita ma oramai adottato dal lago di Garda. E’ un momento d’oro per la band bresciana che è impegnata in questi giorni nel completamento del videoclip di una loro hit “Aspettando l’una” diretto da Andrea Cominoli e registrato tra le vie e le piazze della città.
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il pianoforte di principe con il violino di zeni
l'arena edizione del 12-01-2010
JAZZ IN CAREGA. Suonano stasera. La dimensione cameristica del duetto non tragga in inganno: la loro è una musica piena di mordente
Si ascoltano classici e standard nel concerto di stasera mercoledì (alle 20,30) all'osteria La Carega dove, per la rassegna "Jazz in Carega", suona il duo formato dal violinista Stefano Zeni e dal pianista Antonio Principe. La dimensione cameristica e un po' aulica del duetto non deve trarre in inganno: i due musicisti suonano una musica che sa essere piena di mordente. Zeni, originario della provincia di Brescia, ha già suonato in varie occasioni a Verona collaborando in particolare con gruppi dediti alla tradizione manouche e al gipsy jazz. La sua esperienza non si limita però a quel ristretto ambito, visto che, dopo il diploma in musica jazz, ha collaborato con alcuni grandi specialisti del jazz e della musica folk suonando con Sandro Gibellini, Riccardo Tesi e Guido Bomabardieri. Principe è un musicista jazz a tutto tondo che, dopo un iniziale studio del piano classico, è stato folgorato dall'ascolto del grande caposcuola di Toronto, da cui ha ereditato pronuncia, esuberanza melodica e gusto per la limpidezza e per la frase tornita. Dopo essersi diplomato in musica jazz, ha vinto nel 2004 il primo premio al concorso "Maurizio Lama" e, tre anni fa, l'ambitissimo premio, riservato a giovani esordienti, intitolato a Massimo Urbani.
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stefano zeni: “per la musica metto in gioco tutto me stesso”
il giornale di brescia edizione del 14-04-2009
Non basta uscire dal Conservatorio per intraprendere la strada del musicista di professione, perchè – oltre alla tecnica – servono altre qualità, che ti permettono di non mollare al primo ostacolo. Stefano Zeni – polistrumentista milanese (ma gardesano di adozione) di violino, viola, bouzouki, mandolino e altri strumenti a corda, a tasti e a fiato – sa cosa vuol dire mettere fantasia e cuore nelle melodie e, soprattutto, mettersi in gioco. Una laurea in Scienze agrarie e un posto fisso di lavoro non valgono la libertà di suonare il violino in giro per il mondo... Due album usciti nelle ultime settimane e collaborazioni prestigiose (ad esempio con Giorgio cordini, Ellade Bandini, Sandro Gibellini...) rappresentano solo una parte del mondo professionale di Zeni, che è anche uno stimato compositore versatile e collabora con diverse formazioni di musica moderna, jazz, fusion, etnica, cantautorale, classica e folk. “Fortunatamente il violino nel campo moderno della musica non è ancora inflazionato – spiega Stefano – e, nonostante il mio diploma conseguito al Conservatorio di Trento sia di ispirazione classica, mi sono successivamente diplomato in musica Jazz al Conservatorio di Brescia, perchè penso che non esista più alcuna barriera tra i vari generi”. Parlaci dei due album appena usciti... “La Piana delle Anguane” è una commedia musicale in un atto. Il testo è di Raffaella Benetti, mentre la musica è stata scritta dal sottoscritto e dalla flautista Angela Citterio (primo flauto solista dell'orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano). Album a metà tra fiaba moderna e opera, sospesa tra musica lirica, classica, popolare, jazz, pop. Poi ecco “Riklim”, un cd di cinque tracce strumentali (bossa nova, jazz, pop) e due canzoni cantate in lingua portoghese dalla brava Daniela Savoldi, impegnata anche al violoncello, mentre Marco Buccio alla fisarmonica, Max Comincini alla batteria ed io al violino completiamo la formazione. Ricordiamo altre (tra le tante...) tue collaborazioni significative: con i Pinky Project con l'album “Tecnoevo”, con l'Irlandese Dave McAdam con l'album “Free Sailor”, con i Corimè, eccellente band di musica napoletana. Hai uno spirito ulissiade... Le mie vacanze le trascorro in giro per il mondo a suonare, anche in strada, perchè lì ho visto gente che apprezzava la musica. Mi sono preso anche soddisfazioni nei teatri di Parigi, Berlino e un primo posto vinto in un concorso in Polonia, insieme ai Corimè. Cosa consigli ai giovani che vogliono intraprendere seriamente la strada del musicista? Impegnatevi, perchè la musica non ve la regala nessuno. Bisogna amarla e conoscerla, ma per questo servono anni di studi. Si raccoglie solo dopo una buona semina. Io ci ho creduto davvero, ed oggi mi ritengo soddisfatto. Solo così la musica può essere la medicina dell'anima. E per chi volesse saperne di più: www.stefanozeni.com e www.myspace.com/stefanozenimyspace. (Andrea Croxatto)
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la compagnia della vocata, il Tavoliere delle alpi, autoproduzione, 2009
brescia musica edizione del 01-04-2009
Sulla scia del rinnovato interesse per la musica popolare, La Compagnia della Vocata ci propone un Cd che ha l'intento, come si percepisce dal titolo e come recitano le note di copertina, “di unire l'Italia, musicalmente parlando, per far sentire come questa musica, al di là delle influenze che ha subito, stia bene in qualsiasi contesto, sia caldo e maroso sia freddo e montagnoso”. Il progetto nasce da un'attenta e approfondita ricerca sulle radici della musica popolare dell'Italia meridionale, dalle pizziche alle tarantelle, dai canti dei pastori alle ninna nanne, effettuato dai tre musicisti che, anche se provengono da esperienze musicali diverse, riescono a trovare un intento ed un amalgama espressivo notevoli. L'ensamble è formato da Enzo Santoro, anima portante del progetto, che suona flauto, chitarra e tamburello, Stefano Zeni, violino e Davide Bonetti, fisarmonica, organetto e percussioni. La musica scorre piacevole e si muove con gusto e maestria, con il giusto equilibrio tra tradizione e modernità non disdegnando una punta di improvvisazione che dà possibilità soprattutto al violino di Stefano Zeni, ottimo jazzista, di emergere. Un Cd fresco e maturo da ascoltare assolutamente. Per informazioni: info@alchechengi.org. (Gaspare Bonafede)
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la piana delle anguane, autoproduzione, 2009.
brescia musica edizione del 01-04-2009
Non sempre è facile imbattersi in un'opera che tratti una fiaba, originale in questo caso, con un intento serio e un contesto musicale di alto livello. La Piana delle Anguane lo fa ed il risultato è qui davanti ai nostri occhi o ancor meglio alle nostre orecchie. L'opera è nata anni fa nella mente di due studenti di jazz del Conservatorio di Brescia, Angela Citterio, flauto, e Stefano Zeni, violino, e con il passare del tempo ha preso forma coinvolgendo altri musicisti, cantanti e attori. Spettacolo a metà tra fiaba e opera moderna, La Piana delle Anguane è sospesa tra musica lirica, classica, popolare, jazz e pop, tutte trattate con competenza e serietà formale anche se prevale nei musicisti e negli attori recitanti, a mio modo di vedere, la capacità di interagire, di essere liberi interpreti e stimolatori reciproci per far sì che, pur all'interno di ognuna di queste strutture, si possa essere in grado di apportare il proprio stile musicale, la propria interpretazione e capacità espressiva, facendo in modo che il prodotto finale sia moderno nella tessitura sonora, lirico nelle forme espressive e rigoroso nella struttura. Un Cd che consiglio quindi vivamente non solo ad insegnanti ed operatori scolastici, ma a tutti gli appassionati della buona musica. La fiaba è in un atto su libretto di Raffaella Benetti e musiche di Angela Citterio e Stefano Zeni. Regia: Raffaella Benetti. Personaggi ed interpreti: Giacomino, Marco Ferrari (tenore); Anguana, Nadia Engheben (soprano); narratore, Raffaella Benetti. Ensemble: Angela Citterio, flauto; Stefano Zeni, violino; Lorenza Pollini, arpa; Marco Buccio, fisarmonica; Marco Gamba, basso elettrico e contrabbasso; Max Comincini, batteria e vibrafono. La storia narra l'avventura di Giacomino, un ciabattino che vive in un tempo indefinito in un indefinito villaggio della Lessinia orientale. Ha una voce incantevole. Purtroppo, alle sue abilità canore si contrappone un fisico deforme. In una delle sue solitarie passeggiate nei boschi, la notte del solstizio d'estate, arriva nella zona chiamata “La Piana delle Anguane”. Ormai da tempo gli umani hanno trasformato le anguane in elementi pericolosi per la propria salute fisica e mentale. E così, quesgli esseri magici hanno interrotto ogni rapporto con l'umanità e se ne stanno rinchiusi nei loro meravigliosi regni sotterranei. Ma grazie alle sue doti canore, Giacomino riesce ad entrare in contatto con loro e ad essere ammesso nel loro meraviglioso mondo sotterraneo. La fiaba si conclude allegoricamente in un crescendo di musica e voci. Per contatti, Stefano Zeni; e-mail: zenistefano@tin.it; pagina web: www.stefanozeni.com. (Gaspare Bonafede)
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“for django” con il gypsy project il quartetto del chitarrista “rilegge” il jazz manouche di reinhardt
l'arena edizione del 05-12-2008
Si chiama “For Django”, e si presenta come un concerto molto interessante quello in programma stasera, alle 22, alla Fontana di Avesa. Il chitarrista gianni Tomazzoni proporrà il suo nuovo Gypsy Project, affiancato da altre chitarre jazz, nelle mani di Rudy Speri ed Enrico Terragnoli. In più, un giovane violinista lombardo in grande ascesa a livello nazionale, Stefano Zeni. Il quartetto ha concentrato la sua attenzione sul jazz manouche di Django Reinhardt e Stephane Grappelli, “aggiornando” peraltro quella contaminazione particolare tra elementi gitani e swing all'attualità di musicisti come Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Stochelo Rosemberg, tutti talentuosi continuatori del “gypsy jazz” zingaro incarnato in termini ineguagliabili, anche dal punto di vista iconografico e leggendario, da Django. Chitarrista, compositore, arrangiatore, docente e divulgatore, Gianni Tomazzoni gode di fama a livello nazionale. Autodidatta estremamente precoce, si è fatto una solida gavettafrequentando seminari e corsi di musicisti come Pa Metheny, Bill Frisell, George Russell, Dave Holland, Steve Vai, e di chitarristi italiani come Andrea Braido e Dody Battaglia dei Pooh. Nel 2001, la rivista “Chitarre”, gli ha assegnato il riconoscimento di “miglior chitarrista emergente del jazz italiano”. Stefano zeni, diplomato in violino e musica jazz ai conservatori di Brescia e Trento, è a sua volta compositore ed arrangiatore versatile già a fianco, in concerto e in sala d'incisione, di musicisti come Giorgio Cordini, Ellade Bandini, Sandro Gibellini, Riccardo Tesi, Mario Arcari. (B. M.)
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un commosso tributo a de andrè
la provincia pavese edizione del 10-05-2007
Fraschini, le emozioni con il concerto dei «Mille anni ancora»
PAVIA. Il Fraschini si è riempito per il concerto dei Mille anni ancora. Ragazzi ed ex ragazzi hanno cantato, si sono commossi, hanno tenuto il tempo e si sono goduti un tributo a Fabrizio De Andrè che non sarà dimenticato. L'emozione era palpabile e le aspettative non sono state deluse: la band, composta dai musicisti di Fabrizio Giorgio Cordini, Ellade Bandini e Mario Arcari, insieme ai giovani Alessandro Adami, Enrico Mantovani, Stefano Zeni ed Eros Cristiani, ha saputo convogliare l'energia della sala in un crescendo che si è concluso con il boato finale e la chiamata degli artisti sul palco per un bis e un tris degni di Spaziomusica più che di un composto teatro settecentesco. Geniale l'idea di suonare “La guerra di Piero” solo strumentale. Ha aperto la serata Antonio Sacchi, presidente del Teatro: «Sono uno di quei ragazzi che ascoltava De André in modo carbonaro» ha detto con emozione, e ha continuato: «I poeti non se ne vanno mai, non ci lasciano mai soli, e accompagneranno anche chi verrà dopo di noi». Il concerto è iniziato con le note mediterranee di Creuza de Mä. Il pubblico si è scaldato con Don Raffaè e la Rimini di Angiolina, mentre molte mani si sono intrecciate sulle note della Canzone dell'Amor perduto accolta da un lungo applauso commosso. Difficile star fermi con Via del Campo e Fiume Sand Creek, mentre grazie al violino di Stefano Zeni non era solo Marinella a «fremere». Piero Milesi è salito sul palco con il violoncello per Disamistade. «Una volta che cercavo di tranquillizzare Fabrizio prima di salire sul palco mi ha sfidato a suonare con lui ad Assago. Poi non sono andato ma per lui «chi non accetta una sfida ha perso in partenza e nel peggiore dei modi», e voglio pagare i miei debiti», ha spiegato. Il concerto si è concluso con Volta la carta e Il pescatore, ma il pubblico in delirio ha strappato altre due uscite sul palco. (a.gh.)
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manerbio Jazz da domani al via
la provincia di cremona edizione del 08-11-2006
MANERBIO (Bs) — Prenderà il via domani sera al teatro Politeama l’undicesima edizione del Manerbio Jazz Festival, tre giorni di concerti organizzati dall’Assessorato alla cultura e sotto la direzione artistica di Umberto Fanni. Ilcartellone è di assoluto interesse: si inizia con gli Indigo4 di GianlucaPetrella, un quartetto capitanato dal trombonista pugliese, una formazione capace di unire il senso più vivo della tradizione jazzistica con le istante più attuali del suono contemporaneo. Tra sarabande in stile dixieland, musica alternativa e tracce sotterranee di elettronica, la formazione rimescola le carte del jazz in un meltin’pot di grande fascino. Il secondo appuntamento, la sera di giovedì 16 novembre, sarà con un Omaggio a Nunzio Rotondo condotto sul palco dal Brixia Art Project, una sorta di big band dieci elementi (tra cui Sandro Gibellini, Guido Bombardieri e Stefano Zeni) a cui si sommeranno la partecipazione di Kyle Gregory, solistae acclamato direttore di molte orchestre jazz della scena americana ed europea, e la voce recitante di Carlo Rivolta. Il concerto vuole rende omaggio alla «risposta italiana a Miles Davis»— come lo definì Figaro dopo un celebre concerto — un vero monumento del jazz italiano chiamato niente meno che da Duke Ellington a suonare sullo stesso palco durante un tour in terra italiana. In onore del grande trombettista, recentemente omaggiato anche del Premio della carriera, suona un ‘gruppo/progetto’ nato dall’unione di musicisti dagli orientamenti profondamente diversi e votati a una straordinaria attitudine per il sincretismo musicale. Il gran finale—stavolta rivolto a una fetta di pubblico non esclusivamente composta da amanti del jazz — è programmato per mercoledì 29 novembre, quando Un incontro di jazz porterà nello stesso teatro Gino Paoli e un super-gruppo composto da FlavioBoltro alla tromba, Danilo Rea al pianoforte, RosarioBonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. Tra grande jazz all’italiana (suonato da alcuni dei migliori musicisti del panorama del Bel Paese) e canzone d’autore, quello di Paoli è un live che si preannuncia come entusiasmante. In scaletta figurano brani storici: Il cielo in una stanza, Che cosa c’è, Myfunny Valentine, All ofMeeLa ragazza di Ipanema. Le canzoni verranno riproposte o rivisitate rigorosamente in chiave jazz. Emozioni e virtuosismi sono assicurati.
● PREVENDITE. I biglietti sono reperibili presso l’UfficioCultura del Comune di Manerbio, Top Music, sempre a Manerbio, oppure alla Libreria Punto Einaudi di Brescia. Il costo dei biglietti varia tra gli 8 (ridotto) e i 15 euro. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21 e si terranno al Politeama di piazza Bianchi. Manerbio Jazz, nelle edizioni passate, ha già portato a pochi chilometri da Cremona artisti come Stefano Bollani, Miles Evans, Enrico Rava, Paolo Fresu. (Luca Muchetti)
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iseo celebra il cinema con un festival jazz
corriere della sera edizione del 14-07-2004
E' dedicata ai rapporti fra musica e cinema la dodicesima edizione di Iseo Jazz che entra nel vivo domani al lido di Sassabanek, dul lago di Iseo nella cittadina omonima. Sviluppato per una settimana abbondante, fino al 22, il festival concentra le serate più accattivanti (le uniche a pagamento) dal 15 al 17, con due diversi gruppi a sera. Ad aprirle è stato chiamato il raffinato duo formato da Arrigo Cappelletti (pianoforte) e Giulio Visibelli (sax), recenti autori di un album intitolato al “Monello” di Charlie Chaplin. Subito dopo Enrico Pieranunzi eseguirà in quintetto i suoi omaggi a Federico Fellini e riceverà la targa “Pino Candini” come miglior jazzista italiano dell'anno secondo il referendum della rivista “Musica Jazz”. Venerdì si ascolterà il gruppo pugliese “La banda degli onesti” in una pittoresca rivisitazione della figura di Totò, mentre al trio internazionale del pianista Antonio Faraò è stato chiesto, in un progetto appositamente commissionato da Iseo, d'interpretare i temi di John Williams, celeberrimo autore di “Guerre stellari” e di tante altre colonne sonore. E una commissione del Festival è anche quella che aprirà la serata di sabato, “Cinemascope”: carta bianca a Stefano Bollani, in piano solo, per creare una suite con i temi più evocativi dell'intera storia del cinema. L'insolito quintetto del contrabbassista Roberto Bonati, con Stefano Zeni al violino e Riccardo Luppi a flauto e sassofoni, chiuderà questa prima fase della manifestazione: Bonati proporrà le musiche da lui scritte per diverse pellicole italiane. Ma Iseo Jazz proseguirà con altre serate gratuite destinate ad approfondire il tema di questa edizione. (Claudio Sessa)